Le forme paleartiche del Camponotus maculatus F. Author Emery, C. text Rendiconto delle Sessioni della R. Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna 1905 9 27 44 http://antbase.org/ants/publications/11711/11711.pdf journal article 11711 C. maculatus maculatus F. Mi rivolgo in ultimo alla forma tipo della specie che, diffusa in gran parte dell' Africa, apparisce quasi come un'intrusa nella regione mediterranea, seguendo le sponde del mar Rosso e la valle 1 del Nilo. Essa non ha affinita strette con nessuna forma mediterranea, mentre in Africa ha connessioni molteplici e in parte tuttora mal conosciute. Dal C. maculatus ritengo che si parta un numeroso gruppo di forme a tibie non aculeate, gruppo che incomincia nell'Africa australe col C. maculatus liocnemis descritto sopra e si continua in Madagascar con un labirinto di forme difficili a discriminare (hova, radamae, boivini etc), studiate e descritte dal Forel. Ne mancano altre forme affini nel continente africano, come guttatus Emery di Kamerun e pictiventris Mayr del Capo di Buona Speranza. Ne il sistema delle forme piu o meno affidi al tipico maculatus si limita a questo gruppo relativamente omogeneo. L'Africa possiede un gran numero di forme dal- 1 " addome macchiato, in parte descritte, in parte no ,, delle quali rinunzio a fare, la critica, mancando per questo un, materiale, sufficiente. Parte di queste forme ' sembra costituire una serie intermedia fra il tipico maculatus e il gigantesco liengmei For. Attualmente la conoscenza sistematica di questo e di altri gruppi africani appartenenti al - complesso maculatus si trova in quel periodo caotico in cui vent' anni addietro si trovava quella delle forme mediterranee. Una critica accurata di queste ultime, quale ho tentato di fare nelle pagine precedenti, fa riconoscere che piu ci si addentra nella conoscenza delle singole forme, e meglio esse appariscono definite morfologicamente e geograficamente. Le forme intermedie che, ad un esame superficiale, sembravano ricongiungerle fra loro si rivelano almeno in parte, quando siano meglio conosciute, quali forme determinate e proprie. Cosi le forme mediterranee credute intermedie, il cui nome nella nomenclatura composta primitiva del Forel conteneva P elemento « maculatus » sono scomparse, per far luogo ai nomi di sanctus e xanthomelas ( dichrous For. pari); il silvatico-cognatus viene eliminato come non esistente, la forma sedicente tale essendo, a mio avviso, una varieta minore del barbaricus ( cognatus auct.); il cognato-pilicornis orientale si riannoda al samius; il silvatico-aethiops si stacca totalmente dal silvaticus e deve essere considerato come varieta dell' aethiops . Affermando questo, non intendo negare che ci siano vere forme intermedie a gradazioni insensibili, come p. es. quelle noverate dal Forel tra xerxes e compressus e tra oertzni e aethiops . Pero queste non si troveranno dovunque e tra qualsiasi coppia o gruppo di forme, ma soltanto tra quelle geograficamente limitrofe e filogeneticamente affini. Questo concetto teorico, che risulta dalla sintesi consecutiva ali' analisi critica delle singole forme, si accorda. coi principii della dottrina dell' evoluzione; non dubito che. esso reggera alla prova della esperienza. Alla luce di questo concetto teorico, il caos si trasforma in un complesso intricatissimo, ma coordinato dalle affinita morfologiche e corologiche. E queste, presentano fra loro strette relazioni, come. mostrano le due piccole carte annesse a questo scritto; esse sono tanto eloquenti nella loro forma grafica, da. non abbisognare di ulteriore commento.